Shakespeare: Timone d'Atene

Buon pomeriggio cari lettori, la vostra bella Isabel è tornata dopo un lungo periodo di pausa ed è tornata per voi con una nuova recensione.
Infatti ho deciso di apportare solo una piccola modifica: mi occuperò sempre di recensioni ma sarà aggiunta una rubrica su Shakespeare. Oltre alla recensione di un testo di Shakespeare aggiungerò qualche notizia in più relativa alla sua opera messa in scena.
In questa nuovo e affascinante viaggio alla scoperta delle opere del grande autore inglese vi parlerò di: Timone d'Atene.
Si dice fosse l'ultima prova di Shakespeare nel genere tragico, almeno per quanto riguarda le opere che si rifanno alla storia greca e romana, altre opere furono: Tito Andronico, Giulio Cesare, Troilo e Cressida, Antonio e Cleopatra e Coriolano.
Timone d'Atene, non è altro che un ricco cittadino ateniese, molto generoso coi suoi amici ma non coi suoi creditori che sperpera il suo denaro a tal punto da finire sul lastrico e da farlo diventare misantropo nei confronti dell'intera umanità ma soprattutto degli ateniesi.
Storia vuole che questo cittadino leggendario fosse veramente esistito.
Per spiegare l'opera riporto qui una frase usata da Agostino Lombardo nella sua prefazione dedicata a Luigi Squarzina (l'opera a cui faccio riferimento è della casa editrice Garzanti):
"La realtà che prende qui forma scenica è una realtà negativa, un deserto dell'anima
 e del cuore dove solo domina, immobile e inattaccabile mostro, il dio dell'oro."
L'oro, l'oro in tutte le sue misure, l'oro in tutte le sue beltà, l'oro che rende amico e adulatore di chi ne ha in abbondanza per offrirne e dare, dare senza ascoltare, senza sapere che l'oro come la fortuna non è mai abbondante come si crede: "La generosità che fa gli dei, distrugge l'uomo." (Flavio, atto IV, scena 2)
La generosità distrugge l'uomo che non sa badare alle proprie ricchezze, l'uomo che crede amico chi, invece, si sazia dei suoi banchetti e dei suoi tesori.
Perché l'amico è colui che ti sta vicino nel momenti del bisogno o colui che nei momenti gioiosi ti sta accanto per poi abbandonarti ai tuoi dolori?
L'unico personaggio vicino a Timone è Flavio, il suo intendente, sempre dell'oro suo fedele servo: "Finché ho dell'oro rimango il suo intendente." (Atto IV, scena 2)
Io ho preferito a tutti Apemanto, il filosofo, l'unico personaggio ben centrato fin dall'inizio e nonostante il suo linguaggio "nudo e crudo" e i suoi comportamenti violenti ha avvisato fin dall'inizio il protagonista di cosa sarebbe successo in futuro e cosa l'avrebbe aspettato e fin all'ultimo ha conservato il suo essere e con parole sprezzanti lascia Timone nella foresta, pur sempre dandogli qualche consiglio.

Teatro
Degli adattamenti teatrali in epoca passata abbiamo solo qualche povera notizia: Nel 1678 Thomas Shadwell mise in scena un adattamento, The History of Timon of Athens, the Man-Hater, che riscosse un certo successo; Henry Purcell in seguito ne compose un accompagnamento musicale. Un altro adattamento fu proposto nel 1768 da James Dance, al quale cui presto seguì la versione messa in scena nel 1771da Richard Cumberland al Drury Lane, nella quale Timone in punto di morte concedeva sua figlia Evadne (non presente nel testo originale) ad Alcibiade. Altri allestimenti furono quelli di Thomas Hull al Covent Garden del 1786 e di George Lamb nel 1816 al Drury Lane. Questa serie di adattamenti terminò con l'allestimento del testo shakespeariano di Samuel Phelps del 1851. (Wikipedia)
Del Timone d'Atene in cui vede come uno dei personaggi di scena anche Tom Hiddleston si hanno poche notizie, tranne che il famoso attore inglese interpretava il ruolo di Flavio, nel '96.
Mentre il caro regista teatrale e cinematografico Peter Brook, mette in scena quest'opera nel 1974 al Bouffes du Nord. Lui ci tiene particolarmente alle opere di Shakespeare tanto da mettere in scena sia le opere maggiori che quelle minori.
Di maggiore importanza il libro "Il teatro e il suo spazio" ripubblicato con il titolo "Lo spazio vuoto"  nel 1998 che insieme al libro di Grotowsky rappresenta l'opera fondamentale per la cultura teatrale contemporanea. 
Infatti il regista fa uso di una scenografia scarna, come si può vedere nel'opera dell'Amleto degli ultimi anni, e lavora molto sugli attori.

ATTENZIONE, MOLTO IMPORTANTE: ringrazio la pagina T.W. Hiddleston Italia prima di tutto per avermi ispirata fin dall'inizio, per uno spiccato senso di ricerca e condivisione soprattutto delle opere teatrali di un grande attore inglese come Tom Hiddleston, ma anche per le tante notizie e approfondimenti, per la passione che ci mettono e trasmettono. 
Mi raccomando, seguite la pagina e tranquilli non si parla solo di cinema o di Loki, anzi vi interesserà molto il loro lavoro di ricerca sul teatro, quindi: appassionati di lettura e di teatro che aspettate a mettere un mi piace? 

Alla prossima recensione cari lettori!


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