La signora delle Camelie di Alexandre Dumas

Buona domenica cari lettori, come vi avevo promesso eccomi con una nuova recensione.  
Pochi giorni fa conclusi la lettura de La signora delle camelie, libro regalatomi dalla mia amica, un classico.
Ahimé ne devo ancora leggere di classici, soprattutto famosi, ma la mia lista si sta sfoltendo mano mano.

La cosa più importante da ricordare è che questo romanzo è alla base dell'opera romantica di Giuseppe Verdi, La traviata.
Altra cosa molto importante, che alla lettura salta all'occhio, ci sono due narratori. Il primo narratore è rappresentato dallo scrittore stesso, il secondo invece, è rappresentato dal protagonista, colui che ha vissuto in prima persona la storia e che racconta al primo narratore, fin dall'inizio, l'incontro con la principale protagonista della storia ovvero Marguerite Gautier (una mantenuta), i dolori e le gioie di un amore strano, una donna che non può esimersi dalla sua situazione e infine la morte, quindi la liberazione. 
Trama: Occhi neri, capelli d'ebano e pelle di pesca. Lei è Marguerite Gautier, la fanciulla più affascinante e chiacchierata di Parigi. Le donne la invidiano, gli uomini la desiderano, tutti ne parlano. Ma Marguerite è un lusso per pochi e sa come tenere al guinzaglio i suoi spasimanti, siano abbienti signori o irrequieti rampolli di buona famiglia. Eppure per il timido e gentile Armand Duval, appena giunto in città, lei è solo la più bella ragazza mai vista, l'unica capace di far battere il suo cuore e di umiliarlo allo stesso tempo. Deciso a conoscerla nonostante tutto, Armand scoprirà che dietro la vita sfrenata di Marguerite si celano malattia e solitudine, e lotterà per conquistarne non il fragile corpo, bensì ciò che nessuno prima ha mai avuto: il cuore.
E ci riuscirà, riuscirà a conquistare il suo cuore, vivrà per un periodo di tempo felice insieme a lei, farà di tutto per non fargli mancare niente a costo anche di giocare d'azzardo e accumulare soldi ma, verrà il momento, il momento in cui la giovane donna dovrà dirgli addio, non potrà disonorare il nome della famiglia Duval e slegarsi dalla sua "roba" (diciamolo pure alla Verga).
E qui riporto un passo che mi ha colpito molto: 

"L'educazione, il senso del dovere e la famiglia sono sentinelle molto potenti, ma non esistono guardie che non possano essere ingannate da una fanciulla di sedici anni, a cui la natura, attraverso la voce dell'uomo amato, elargisce consigli tanto ardenti quanto puri all'apparenza. Più la fanciulla è innocente, più si concede con facilità, se non all'amante, almeno all'amore, perché è debole e indifesa. Pertanto conquistare il suo amore è un trionfo che qualsiasi uomo di venticinque anni può raggiungere quando e come lo desidera.
Non a caso le fanciulle più giovani sono sempre sorvegliate e protette. Tuttavia i conventi non hanno mura abbastanza alte, le madri non posseggono serrature abbastanza resistenti e la religione non impone obblighi così illimitati che possano tenere rinchiusi questi graziosi uccellini nelle loro gabbie, sulle quali nessuno si degna nemmeno di gettare un fiore. E poiché devono desiderare così tanto quel mondo che è tenuto loro nascosto, e devono immaginarlo così invitante, queste fanciulle ascoltano la prima voce che ne rivela loro i segreti attraverso le sbarre della gabbia e benedicono la mano che solleva per prima un lembo di quel velo misterioso.

Invece essere amati da una cortigiana è una vittoria molto più ardua. Esse hanno l'anima consumata dal corpo, il cuore bruciato dai sensi e i sentimenti corazzati dal vizio. Hanno già ascoltato le parole che rivolgiamo loro, conoscono i modi che usiamo, e vendono l'amore che ispirano. I loro calcoli le proteggono e le tengono al riparo più di quanto una madre e un convento possano fare con una vergine. Per questo hanno inventato la parola <<capriccio>>, per definire gli amori senza impegno che si concedono di tanto in tanto, come distrazione, scusa o consolazione; sono come strozzini che, dopo aver dissanguato migliaia di individui, credono di poter riscattare ogni colpa prestando un giorno venti franchi a un morto di fame senza pretendere interessi e senza chiedere ricevuta.

E inoltre, quando Dio concede l'amore a una cortigiana, quest'amore che sembra inizialmente un atto di misericordia diviene per lei quasi sempre un castigo. Non esiste perdono senza penitenza. Quando una creatura con passato disonorevole alle spalle viene travolta da un amore profondo, sincero e irresistibile, di cui non avrebbe mai pensato di essere capace, quando confessa questo amore, allora l'uomo amato pretende di dominarla. Si sente forte e in diritto di dirle: <<Ciò che fate ora per amore, facevate un tempo per denaro.>> E nessuna prova sarà mai sufficiente per dimostrare la sincerità di questa creatura. Dice la favola che un bambino, dopo essersi divertito a lungo a gridare <<Al lupo!>> per disturbare i lavoratori nei campi, un bel giorno fu attaccato da una belva e che nessuno tra coloro che erano stati ingannati credette alle sue richieste di aiuto. Accade la stessa cosa a quelle fanciulle sfortunate, quando amano davvero. Hanno mentito così tante volte che nessuno vuole più credere a ciò che dicono, e così, perseguitate dai rimorsi, vengono divorate dall'amore.

Da qui hanno origine le grandi devozioni, i ritiri austeri di cui qualcuna ha dato esempio.
Ma quando l'uomo che ispira questo amore redentore ha un animo così generoso da accettarlo e dimenticare il passato, quando si abbandona al sentimento, quando infine ama quanto è amato, quest'uomo sperimenta in una sola volta tutte le emozioni umane, e da quel momento il suo cuore sarà sigillato e non si aprirà più a nessun'altra."

Da qui capirete il resto della storia. Un uomo che fa di tutto, combatte contro ogni singolo pregiudizio, a volte si lascia sottomettere come se fosse un fedele cagnolino, cosa per la quale sono rimasta alquanto sorpresa e infastidita.
Alla fine del romanzo troveremo delle lettere scritte dalla stessa Marguerite e che descrivono la lunga agonia e la sua scelta alla quale lo stesso Duval perdonerà e capirà solo dopo. Marguerite lo amava, questa volta davvero, aveva conquistato il suo cuore ma la sua vita l'aveva distrutta.
Penso che il dialogo e la sincerità tra due persone facciano sì che un rapporto vada avanti o che almeno non ci siano incomprensioni, solo dopo la morte Duval ha potuto prendersi cura di lei, almeno di donargli una degna sepoltura, ma tutto questo a cosa serve? Un po' come dire "se non ti prendi cura dei tuoi cari quando sono vivi perché allora lo fai solo dopo la morte"? Ma, leggendo il libro capirete che le circostanze hanno fatto il resto e  riportando una frase da Twin Peaks: "La casualità e i giochi del fato influenzano in maniera rilevante la nostra vita."
Non ho potuto apprezzare fino in fondo il romanzo ma come ogni libro, ogni film, ogni canzone, mi ha lasciato qualcosa. 
Io penso che anche se all'inizio una cosa non possa piacerti riesce sempre a donarti qualcosa o a darti un insegnamento.
Spero vi abbia incuriosito almeno un po', alla prossima recensione. 
Buona lettura! 


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