"La psichiatra" Wulf Dorn

Bentornati cari lettori,
lo so, è stata una continua lotta e per un po' oltre ad avere il blocco del lettore ho avuto anche il blocco dello scrittore facendomi prendere da ansie e paranoie assurde.
Ma riuscendo finalmente a prendere il controllo della situazione ed entrando in completa modalità Zen sono riuscita a scrivere finalmente una nuova recensione.
Nuova recensione dell'anno (2017) per ultimo libro dell'anno (2016).
La psichiatra

Autore: Wulf Dorn.
Casa Editrice: TEA Edizioni.
Data di pubblicazione: Settembre 2016.
Codice ISBN: 978 88 502 2671 9

Trama: << Stanza numero 7. Ogni paziente ha un odore. E' un odore acre, penetrante. E' odore della paura. Ma questa volta è diverso. Perché questa volta la psichiatra sa che la paura della paziente diventerà anche la sua. >>
Lavorare in un ospedale psichiatrico è difficile. Ogni giorno la dottoressa Ellen Roth si scontra con un'umanità reietta, con la sofferenza più indicibile, con il buio della mente. Tuttavia, a questo caso non era preparata: la stanza numero 7 è satura di terrore, la paziente rannicchiata ai suoi piedi è stata picchiata, seviziata. E' chiusa in se stessa, mugola parole senza senso. Dice che l'Uomo Nero la sta cercando. La sua voce è raccapricciante, è la voce di una bambina in un corpo di donna: le sussurra che adesso prenderà anche lei, Ellen, perché nessuno può sfuggire all'Uomo Nero. E quando il giorno dopo la paziente scompare dall'ospedale senza lasciare traccia, per Ellen incomincia l'incubo. Nessuno l'ha vista uscire, nessuno l'aveva vista entrare.
Ellen la vuole rintracciare a tutti i costi ma viene coinvolta in un macabro gioco da cui non sa come uscire.
Chi è quella donna? E chi è veramente l'Uomo Nero? Ellen non può far altro che mettere insieme le tessere di un puzzle diabolico, mentre precipita in un abisso di violenza, paranoia e angoscia.
Eppure sa che alla fine, tutti i nodi verranno al pettine.

Recensione: Ho avuto l'opportunità di conoscere di persona questo bravissimo scrittore e magnifica persona, tutto questo grazie al Freadom, un locale di Bellizzi dove ogni mese vengono organizzate serate musicali e incontri letterari (per chi è delle zone non mancate all'incontro del 22 Gennaio, ci sarà la presentazione del libro "Il buio dentro" di Antonio Lanzetta, vi lascio il link della recensione http://thesmileofladyisabel.blogspot.it/2016/11/il-buio-dentro-di-antonio-lanzetta.html)
Per ora questo è l'unico libro dell'autore che ho letto ed è la sua opera d'esordio, dalla lettura poi ho davvero capito il motivo di tale successo sopratutto qui in Italia, si parla pur sempre di 20.000 copie vendute.
L'autore, sia in questo che in altri suoi romanzi, unisce il suo amore viscerale per la musica - questo lo si nota già ne "La Psichiatra" suddividendo il romanzo in due parti e iniziando riprendendo la frase di una canzone, sopratutto amore verso i gruppi o artisti come David Bowie, Sister of Mercy, ecc. - e la sua esperienza nel campo psichiatrico, avendo lavorato per anni come logopedista per la riabilitazione del linguaggio in pazienti psichiatrici. Questi due elementi si sono rivelati un connubio perfetto.
A volte dalla trama vengono rivelate alcune parti essenziali che ci aiutano nella comprensione del testo e anche nel capire il suo andamento, ma l'autore durante tutto il romanzo gioca su questo fattore e sulla singola successione degli episodi che ci porta a credere di aver trovato la soluzione (o addirittura aver scoperto noi stessi il vero volto dell'Uomo Nero) e proprio mentre ci sentiamo così sicuro viene tutto rivoltato, si aggiungono nuovi elementi e il romanzo viene così scomposto in nuove linee che camminano parallele per poi unirsi alla fine.
Nei primi capitoli ci viene presentata una storia del tutto normale, crediamo di essere di fronte ad un romanzo già letto, con tematiche simili o con lo stesso andamento; già a metà la storia prende una piega del tutto inaspettata.
E tutto quello che vi ho descritto fin'ora ci fa capire come l'autore sa ben giocare con illusioni, prospettive del tutto diverse e con la nostra mente e la nostra immaginazione.
Uno dei pochi autori che è riuscito ad attirare in modo diverso l'attenzione del lettore.
Per me è stata una vera sorpresa.
Si collega tanto allo stile di Grisham e di King ma in modo del tutto originale.
Sì, credo che la parola adatta per questo autore sia: originale.
Voto: 5/5

Ve lo consiglio vivamente, anche alle persone non amanti del genere, tranne ai deboli di cuore (scherzo).
Spero che questa recensione vi sia piaciuta e che prendiate in considerazione i romanzi di Wulf Dorn per i prossimi acquisti.
Buona lettura e ci vediamo con una prossima recensione o articolo (non sperate che io ritorni molto presto causa università, ma non vi abbandono).
Bye Bye! 



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